La Carta dedicata a te 2026 è stata rifinanziata dalla legge di Bilancio: ecco cosa si sa già di ufficiale.
La Carta dedicata a te 2026 è stata confermata, ma sulla data di arrivo c’è un chiarimento da fare subito. La legge di Bilancio ha rifinanziato la misura anche per il 2026 e per il 2027, destinandola ai nuclei con ISEE non superiore a 15.000 euro, ma al 12 marzo 2026 le fonti ufficiali consultate confermano il rifinanziamento senza indicare ancora un calendario operativo con accrediti, liste definitive e ritiro delle carte.

Quando arriva la Carta dedicata a te 2026
Per capire quando potrà arrivare davvero la ricarica 2026 bisogna guardare a come funziona la misura sul piano operativo. Nel 2025, infatti, dopo il rifinanziamento sono serviti un decreto interministeriale, le istruzioni INPS, la trasmissione delle liste ai Comuni e infine la comunicazione ai beneficiari con eventuale ritiro presso Poste. Il decreto 2025 è del 30 luglio ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto; poi l’INPS ha pubblicato le istruzioni il 1° settembre, ha messo a disposizione le liste ai Comuni a settembre e quelle definitive dal 30 ottobre.
Per il 2026, invece, il punto fermo è solo uno: la misura c’è ancora. Mancano però i dettagli attuativi che dovranno definire tempi, modalità di assegnazione e utilizzo concreto della carta. Tradotto: oggi non si può ancora indicare una data ufficiale di pagamento senza rischiare di anticipare qualcosa che i ministeri e l’INPS non hanno ancora formalizzato.
Importo e beneficiari: cosa è già certo e cosa resta da confermare
Sull’importo il quadro è più chiaro. Le fonti ufficiali sulla manovra 2026 parlano di rifinanziamento della Carta “Dedicata a te” con 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a favore delle famiglie con ISEE fino a 15 mila euro. Inoltre, la carta Poste dedicata alla misura continua a descrivere il contributo come una somma una tantum da 500 euro destinata all’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Quanto ai beneficiari, oggi la base certa è proprio quella indicata dalla manovra: nuclei con ISEE non superiore a 15.000 euro. Se il 2026 seguirà lo schema già usato nel 2025, non ci sarà una domanda da presentare, perché la selezione verrebbe fatta da INPS e Comuni; nel 2025 erano richieste la residenza in Italia, l’iscrizione di tutti i componenti all’anagrafe e l’assenza di altre misure incompatibili come Assegno di inclusione, Carta acquisti, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione. Sempre nel 2025, le FAQ del Masaf indicavano come platea i nuclei con almeno tre componenti, con priorità legata alla composizione familiare e all’ISEE più basso. Resta però un punto essenziale: questi ultimi criteri dovranno essere confermati, oppure modificati, dal provvedimento attuativo 2026.